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Nato a Milano il 31 ottobre 1941. La madre Virginia partorisce dodici volte, vivono sei sorelle e due fratelli. Il padre Romeo esce dall'orfanotrofio e da autodidatta diventa progettista elettronico di alto livello. E' comunista e nella seconda guerra diventa partigiano . Nel 45 diventa segretario della sezione del PCI di piazza Cantore e Milano, per dissenso fuoriesce dal PCI per parecchi anni. Nel '48 sposta la famiglia a Castelletto Ticino (Novara).
Aldo cresce in riva al Ticino, finisce la terza avviamento al lavoro e a 13 anni inizia a lavorare,aiuto barbiere, aiuto ciclista, falegname, apprendista nella produzione di canne da pesca, infine da pendolare va a lavorare in fabbrica a Milano.
Diventa responsabile di una catena di produzione di apparecchi radio ( Europhon di via Mecenate). Nel luglio 1960 si trova fra le dure manifestazioni contro il governo di centro-destra. Nel '61 da vita agli scioperi nella sua fabbrica e in tutte le vicine di Via Mecenate. Infine viene assunto alla Camera del Lavoro di Milano. Il suo grande tema è l'alienazione operaia come conseguenza del lavoro ripetitivo e parcellizzato. Gli si pone la questione della ragione del lavoro e insieme a Ivan Della Mea scive i "quaderni dei due giovani", che costituiscono nel '62 i primi cenni di una generazione che vuole mettere in discussione il PCI.
Nel ’68 passa alla tendenza filocinese. La questione era diventata scelta di povertà per condividere la vita del popolo. Questo mentre nell’URSS si vuole rilanciare un’economia in crisi introducendo il profitto nel modello dell’economia di Stato.
La scelta ,esemplificata dal titolo del settimanale “ Servire il popolo”, che esce dal ‘68 al ‘75 è di cambiare se stessi per poter cambiare il mondo. Dunque forti tendenze a regole morali e alla disciplina.
Teresa, che diventa la sua compagna per la vita, lascerà al movimento tutti i beni avuti da suo padre, e passa così da una vita agiata a una vita di rischio e lavoro.
Nel dicembre del ’75 si pone il problema che tutto il discorso marxista–leninista non regge, la scelta extraparlamentare finisce con l’estremizzare a tal punto il senso dell’azione che si rischia il passaggio alla violenza. Per questo lo scioglimento del partito è inevitabile. Brandirali da segretario nazionale del PC(m-l) I invita a ragionare personalmente sull’esperienza indicando ai 15000 militanti la lunga serie di errori commessi. Il partito si scioglierà dopo tentativi di alcuni di isolare Brandirali, ormai diventato il “traditore”.
Dal 76 all’82 Aldo fa l’elettricista e nel contempo cerca la risposta al perché del fallimento del comunismo.
A questo punto viene eletto nella segreteria nazionale dei Giovani Comunisti e si reca a Roma. Si trova ben presto a non essere in linea e quindi non ottiene l'esonero dal militare che ottengono invece gli altri della segreteria.
A militare dura esperienza di tentativo umano dentro la burocrazia dell'esercito.Due punte dell'esperienza : per un periodo fa parte del picchetto d'onore al Quirinale; per un altro periodo contesta a Messina la pretesa dell'obbligo di andare a messa con l'intero reparto.
Torna a Milano a lavorare nella federazione giovanile del PCI, nel 67 diventa il punto di riferimento del dissenso giovanile, infine esce e costituisce il gruppo : "Falcemartello". Il riferimento è a Che Guevara e dunque all'idea della rivoluzione permanente, ovvero senza la quiete del potere burocratico modello sovietico.
Approda alla domanda sul Mistero,incontra don Giussani ,dall''82 al 92 segue la compagnia di Comunione e Liberazione senza essere convertito ma pienamente partecipe delle opere fatte con gli amici. Sono anni di impegno nel lavoro e nel sostegno di persone in difficoltà. La questione che si pone ad Aldo è come può cambiare il mondo a partire dai piccoli di gesti di amore all'uomo. Per questo nella sua ditta di impianti elettrici assume ex-carcerati e immigrati. Per questo ancora costruisce insieme agli amici di CL l'associazione San Martino, che realizza inserimenti lavorativi per immigrati.
E' nell'esperienza dell'opera di carità che Aldo scopre la carnale presenza di Cristo, sino al punto che nello stesso giorno in cui approva opere per carcerati di Brescia del valore di un milione, riceve da persona mai conosciuta un milione per i carcerati.
Finalmente Aldo approda alla Fede, e il suo personale rapporto con Cristo rende ragione della potenza salvifica del Signore, tutto il mondo è investito dal Fattore del suo cambiamento, che provoca la libertà degli uomini.
Per questo un ritorno alla politica a partire dal commissariamento della DC milanese,nel 92 e conseguente percorso dal '93 ad oggi nel Consiglio Comunale , passando dalla DC,al PPI, al CDU, a Forza Italia.
Ma l'inqiuetudine permane, si vede nel periodo '97-2000 con il movimento Popolo e Libertà. Aldo lo promuove come luogo di passione per la politica, si sollevano le questioni della riforma del collocamento, che saranno poi realizzate con tutti i cambiamenti che possiamo far risalire a Biagi e al primo governo Berlusconi.
Aldo non riesce a contrastare la caduta della politica in quel duro contrapporsi bipolaristico che caratterizza la questione del potere politico in Italia. E si trova ad essere una persona che esprime la vocazione ad una unità dell'essere tra la Fede e la vita pubblica. Un testimone del vero che di volta in volta riappare dentro la politica, ma come conseguenza di una novità della presenza di un popolo nuovo, che riafferma la positività della vita e del reale.
Per questo ora il suo punto di passione è la sussidiarietà come metodo del rapporto fra la comunità al lavoro e il governo della vita pubblica.