Aldo Brandirali


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Servire il Popolo

Servire il popolo vuol dire che la vita comune è costituita da un dinamismo,che ha un senso e che chiede ad ognuno di noi di scegliere, per un bene comune.
Io ho cambiato di molto le mie idee politiche dalla gioventù ad ora, eppure perseguo sempre il servire al dinamismo della mia gente. Quando ero comunista credevo che l’uomo moderno avesse conquistato l’autosufficienza, in quanto il pensiero scientifico ci ha portato, fin dal XIX Secolo, a conoscere la direzione da prendere per il cambiamento positivo del mondo.
La prima esperienza che ho fatto nella militanza comunista è stata l’evidente supremazia degli intellettuali in possesso del pensiero scientifico, anche se tutto si faceva in nome degli operai. Da questo ho compreso che il duro potere burocratico e dittatoriale, nei paesi a regime comunista, era stato preceduto dalla presunzione sconfinata e crudele dell’avanguardia rivoluzionaria.
Per questo ho fatto un giornale che aveva per titolo
“Servire il popolo”.
La successiva esperienza ha messo in crisi la visione della società fatta da classi sociali come luoghi di identità. Infatti non trovavo un popolo consapevole, e non c’era segno della cosiddetta coscienza di classe.
Mi sono chiesto chi fosse allora il soggetto della storia, ovvero da dove sono venute le grandi realizzazioni dell’umano. E mi sono imbattuto in una evidenza: sin dai primi passi l’uomo ha proceduto con un dialogo con il Mistero che lo costituisce. La fragilità dell’umano diventa grande forza realizzatrice nel rapporto con un altro da sé.
Allora la libertà è diventata per me la condizione elementare, senza libertà l’uomo non incontra l’altro. Questo mi costituisce oggi, perché ho compreso che la scelta di servire il popolo coincide con il seguire Cristo.




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